Distilleria Pirata Satanasso

La distillazione illegale è ampiamente diffusa in tutto il mondo. Nel nord America i moonshiner hanno fatto la storia durante il proibizionismo e, ancora oggi, molti Bourbon whiskey vengono venduti con la vecchia denominazione.
Anche l’Italia conosce questo fenomeno. È il caso dei grappaioli o homegrappers e dei contadini marchigiani, dove dall’ascolano all’alto maceratese, l’usanza di produrre il famoso “Mistrà fatto a casa” è tuttora viva e, con l’introduzione dell’imposta di fabbricazione e consumo sugli spiriti, svolta clandestinamente.
Il Mistrà originario era un distillato di vino rimasto, in cui si lasciavano a macerare semi di anice e di finocchio, scorzette di arancia, bucce di mela e spezie varie a piacimento, e per la cui lavorazione veniva utilizzato un alambicco chiamato Tamburlà.

Oggi la Distilleria Pirata Satanasso ne riscopre l’antico sapore con i suoi raffinati liquori: Mistrà all’anice secco o aromatizzato con semi di coriandolo e scorze d’arancio o con badiana e radice di liquirizia, ed il digestivo erboristico a base di anice Amarasso, tutto prodotto nella più completa legalità.